Ville-Dommange - Montagne de Reims

Champagne Fabien Bergeronneau

Ciò che rende Fabien Bergeronneau particolarmente interessante è la sua lettura molto fine dei suoi due terroir, che lavora in complementarità piuttosto che in opposizione.

Tra Ville-Dommange (Premier Cru), che apporta tensione e capacità di invecchiamento, e Trigny, più generoso e strutturato, costruisce vini equilibrati, precisi e profondamente radicati nella loro origine.

Una nuova generazione che si emancipa con intelligenza, proponendo champagne più strutturati, pensati per la tavola tanto quanto per il piacere di bere un ottimo vino tra amici.

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Due terroir, un terreno di gioco per il vignaiolo

Fabien Bergeronneau è prima di tutto un vignaiolo delle sue vigne. Tra Ville-Dommange, Premier Cru sulla Montagne de Reims, e Trigny, nel massiccio di Saint-Thierry, lavora due terroir ben distinti, che non cerca di uniformare ma di comprendere nel dettaglio.

Di fronte a questa dualità, il suo approccio è chiaro: assemblare per trovare l’equilibrio, oppure isolare ogni identità per creare giochi di contrasto tra tensione e texture. Ville-Dommange apporta la verticalità del calcare e il potenziale di invecchiamento, mentre Trigny, con i suoi suoli più morbidi, costruisce volume e golosità.

Questa lettura molto fine delle sue parcelle, quasi analitica, gli permette di lavorare su un’ampia gamma di espressioni. Sui suoi 7 ettari, prevalentemente piantati a Pinot Meunier e completati da Chardonnay e Pinot Noir, ogni scelta è guidata da questa volontà di far dialogare i terroir piuttosto che uniformarli.

Una storia familiare in piena transizione

Presente a Ville-Dommange dal 1590, la famiglia Bergeronneau fa parte di quelle dinastie storiche profondamente radicate nella Champagne. Il domaine moderno prende forma con François Bergeronneau, per poi svilupparsi con il figlio Florent e la sua compagna Véronique, che strutturano l’azienda e creano il marchio F. Bergeronneau Marion.

Oggi una nuova generazione prende il relais. Fabien, formato in diverse regioni vitivinicole (Beaujolais, Côte-Rôtie, Alsazia…), si inserisce nella continuità del lavoro familiare sviluppando al tempo stesso una propria visione. Questa transizione segna un’evoluzione naturale del domaine, con un approccio più personale e una volontà affermata di proporre vini che rispecchiano la sua identità.

Lo stile Fabien Bergeronneau

Il lavoro di Fabien Bergeronneau si basa sulla ricerca di un equilibrio tra tensione e texture, direttamente legato alla complementarità dei suoi terroir. La vinificazione è adattata a ogni parcella: i vini provenienti da Ville-Dommange sono spesso affinati in botti di rovere usate per favorire una micro-ossigenazione controllata e apportare complessità, mentre i Pinot Meunier di Trigny sono vinificati in vasche di acciaio inox per preservare la purezza del frutto, anche a causa della maggiore sensibilità all’ossidazione legata ai suoli ricchi di ossido di ferro.

Questo approccio parcellare consente di costruire vini precisi, in cui ogni terroir trova il proprio posto. Gli assemblaggi mettono in risalto questa complementarità: tensione del calcare, texture dei suoli argillo-sabbiosi, maturità del frutto ed equilibrio complessivo.

Gli Champagne firmati Fabien Bergeronneau si distinguono così per la loro precisione e profondità. Vini costruiti, leggibili e coerenti, che conquistano per la loro capacità di unire golosità e precisione, con una vera vocazione gastronomica.